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2012
Quanto conviene comprare CD un rimasterizzato?
Sono ormai più di 10 anni che le case discografiche fanno uscire versioni rimasterizzate di vecchi dischi dell’artista X o Y, magari uscito in vinile o in cd negli anni 90 aggiungendo un booklet più carino e “una migliore qualità sonora grazie alle moderne tecnologie”. Ma è veramente così?
Non so se vi siete mai accorti che il cd rimasterizzato suona identico all’originale solo a volume più alto. Provate a confrontare lo stesso brano di una versione remastered e originale (in versione CD e non mp3 ovviamente) allo stesso volume e cercate le differenze. Beh, nell 99.9% delle volte il remastered non suona affatto meglio, il suono è più ovattato e meno dinamico perchè il mix rimane lo stesso, quello che cambia è il mastering ovvero l’ultimissimo passo della catena di registrazione di un disco che comprende fondamentalmente equalizzatore, compressore e limiter.
L’effetto che vedete nella seconda immagine (ovvero la perdita delle “punte” visibili nella versione 1981) è chiamata “Loudness War” e ve lo definisco in due parole: una merda. Ok probabilmente volete la spiegazione precisa quindi cercherò di farla breve: Vari esperimenti di psico-acustica (la scienza che studia l’influenza del suono sulla psicologia dell’uomo e sulle sue sensazioni) hanno dimostrato che se si alza il volume della musica l’impressione immediata che si ha è che anche la qualità della musica sia innalzata. L’espressione “loudness war” si riferisce alla tendenza dell’industria musicale a registrare, produrre e diffondere musica, anno dopo anno, con livelli di volume progressivamente più alti, per creare un suono che superi in volume i concorrenti e le registrazioni dell’anno precedente.
L’unico modo per alzare il volume è comprimere la traccia sempre di più (ovvero diminuendo la differenza tra le parti che suonano basse e quelle che suonano alte facendole suonare tutte allo stesso volume) e alzare il volume totale con un limiter brickwall. Il risultato finale è che la traccia perde dinamica, suona piatta, si perde definizione e quindi fa cagare.
Il livello o Loudness è una moda e non una necessità. I master si schiantano di limiting non perchè suonano meglio o hanno “più botta”, perchè invece al contrario il materiale schiantato dinamicamente ha MENO botta. La consuetudine nasce dalla sana ed antica abitudine maschile di fare a gara a chi ce l’ha più lungo. I master si schiantano per non suonare meno forte di tizio caio e sempronio. Questo dato è stato ampiamente dimostrato, cioè che non ha alcuna influenza quando ad esempio vengono riprodotti i brani in radio, sia lo schiantato che quello “normale” suonano allo stesso livello a causa della compressione adottata dall’emittente, anzi quello normale suona meglio di quello schiantato.
DBarbarulo di homestudioitalia
Un video in lingua inglese ci spiega in modo molto chiaro con semplici immagini quello che succede ad un brano rimasterizzato:
E voi cosa ne pensate di questa tendenza delle case discografiche ad aumentare progressivamente i volumi delle canzoni anno dopo anno? E’ chiaro che più andremo avanti più le canzoni perderanno la loro dinamica e definizione. Noi della band con l’ultima produzione ultimamente pubblicata abbiamo deciso spontaneamente di non alzare a livelli altissimi i volumi delle nostre canzoni. Abbiamo fatto male? O avremmo dovuto adattarci come tutti, seguendo la “moda” e portando i brani a -10 RMS? Fatecelo sapere tramite i commenti!
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[...] Dato che il volume massimo raggiungibile in registrazione è di 0 DBFS, l’unico modo esistente che ci permette di alzare ancora il volume del brano è quello di comprimere la traccia sempre di più (ovvero diminuendo la differenza tra le parti che suonano basse e quelle che suonano alte facendole suonare tutte allo stesso volume) e alzare il volume totale con un Maximizer. Il risultato finale è che la traccia perde dinamica, suona piatta e perde definizione….continua qui.. [...]